Le shopper in carta sono una scelta di packaging sempre più diffusa sia per motivi di immagine che di sostenibilità. In particolare, esistono due tipologie principali di maniglie per queste borse: manico piatto (una striscia di carta appiattita) e manico a cordino (un cordoncino di carta ritorta. Ognuna di queste soluzioni ha implicazioni diverse in termini di percezione del brand, impatto ambientale, caratteristiche tecniche e esperienza d’uso per il cliente. Di seguito analizziamo questi aspetti per aiutare sia le aziende sia i consumatori a capire quale soluzione possa essere più adatta alle proprie esigenze.
Aspetti di Marketing e Immagine del Brand
Il packaging è parte integrante dell’immagine di un marchio. La scelta del tipo di shopper può influenzare la percezione del brand da parte del pubblico:
Shopper automatico (prodotto a macchina) con manico piatto: trasmettono un’immagine semplice e funzionale. Sono spesso associate a negozi casual, supermercati, esercizi food e contesti dove l’essenzialità e la praticità sono valori chiave. Ad esempio, le borse in carta kraft naturale con maniglie piatte sono ampiamente usate da fast food, take-away e ristoratori. Questo tipo di busta comunica immediatamente praticità ed economicità, pur restando ecologica e personalizzabile con il logo. Le shopping bag a manico piatto rappresentano una soluzione pratica ed economica... funzionale e resistente insomma. Dunque il messaggio verso il cliente è di un brand attento all’utilità e al rapporto qualità-prezzo, con un’apparenza senza fronzoli che può sottolineare anche la sostenibilità, soprattutto se la carta è riciclata o magari color kraft naturale.
Shopper con manico a cordino (prodotto a macchina): aggiungono un tocco di prestigio all’esperienza di acquisto. Questi sacchetti sono, come detto, prodotti completamente a macchina, e rappresentano una copia molto più economica degli shopper fatti a mano che invece rappresentano il vero lusso. Questo tipo di borsa è spesso utilizzato da boutique di moda, gioiellerie e brand di fascia media. Il cordino di carta ritorta richiama immediatamente l’idea di un sacchetto “da boutique”, segnalando al cliente che il contenuto è comunque speciale. Il manico a cordino conferisce “un tocco di eleganza senza compromettere la praticità e la resistenza restituendo un ottimo impatto visivo. Il risultato è che il sacchetto stesso diventa parte dell’esperienza di acquisto, aumentando la percezione di valore del marchio agli occhi del cliente.
Un elemento di marketing da considerare è anche la comunicazione dei valori eco-friendly del brand attraverso la shopper. Sia i sacchetti con manico piatto che quelli con manico a cordino, realizzati interamente in carta, sono percepiti positivamente dai consumatori attenti all’ambiente. Come osserva un portale di settore, scegliere una shopper di carta (riciclabile) con manici piatti o a cordoncino può addirittura “distinguerti dai concorrenti e mettere in valore il tuo rispetto per l’ambiente”. In sintesi: la busta con manico piatto comunica semplicità, natura e convenienza; quella con manico a cordino comunica qualità, cura del dettaglio e posizionamento più alto del brand. La scelta dipenderà dall’immagine che l’azienda vuole trasmettere: essenzialità smart oppure più distintiva.
Sostenibilità e Impatto Ambientale
Dal punto di vista ecologico, entrambe le tipologie sono preferibili alle shopper di plastica, in quanto compostabili/biodegradabili e derivano da fonte rinnovabile (cellulosa). In generale le shopper di carta (manici inclusi) sono “biodegradabili e riciclabili”, offrendo un’opzione di packaging più sostenibile per le aziende impegnate a ridurre l’impatto ambientale. Tuttavia, ci sono alcune differenze importanti da evidenziare riguardo ai manici e al processo produttivo:
Composizione dei manici: sia le maniglie piatte che le maniglie in carta twisted sono quasi sempre costituite da strisce di carta robusta, spesso la stessa carta del sacchetto, ripiegata e incollata a formare una fettuccia resistente. Ciò significa che l’intera shopper (corpo + manici) è monomateriale (carta).
Riciclabilità: per poter riciclare correttamente una shopper in carta è fondamentale che tutti i componenti siano cellulosici. Le linee guida sul riciclo raccomandano esplicitamente di “rimuovere eventuali manici che non siano di carta (plastica, nastri, cordini...)” prima di buttare la busta nella raccolta della carta. I manici di carta (piatti o ritorti) vanno benissimo e possono essere lasciati attaccati, mentre cordini in nylon, poliestere o altri materiali vanno staccati e smaltiti a parte. Di fatto, una shopper con manico piatto e con cordino ritorto (appunto twisted) è 100% riciclabile con facilità, mentre una con manico a cordino non cartaceo richiede un piccolo intervento del consumatore per essere riciclata al 100%. In passato questo aspetto creava un dilemma: le borse di lusso avevano quasi sempre manici in cotone o poliestere, rendendo “impossibile riciclarle completamente a meno di staccare i manici, operazione poco pratica”. L’unica alternativa davvero eco-friendly era ripiegare su manici di carta ritorta (meno pregiati esteticamente), soluzione che molti brand di lusso evitavano perché “non abbastanza lussuosa”. Oggi, però, ci sono innovazioni: di recente alcuni produttori hanno introdotto cordini realizzati interamente con carta intrecciata (woven paper rope). Si tratta di sottili filamenti di carta (circa 1 mm) intrecciati a formare un cordoncino resistente al 100% cellulosa. Il vantaggio è enorme: il design del sacchetto rimane 100% riciclabile (e certificabile come tale), completamente plastic free, ma al tempo stesso il manico mantiene un aspetto premium e una finitura piacevole al tatto, “senza risultare cheap come un manico di carta ritorta tradizionale”. Un caso emblematico è Apple, che ha adottato proprio manici in corda di carta intrecciata per le sue shopping bag, dimostrando l’efficacia e la resistenza di questa soluzione. Questo trend sta prendendo piede man mano che i brand cercano di coniugare lusso e sostenibilità, e alcuni governi (es. in Asia) iniziano a tassare o vietare componenti in plastica nei sacchetti, incentivando il passaggio ai manici di carta intrecciata.
Processo produttivo e impatto
Sia le shopper a manico piatto che a cordino in carta ritorta godono generalmente di un processo altamente automatizzato. Sia il sacchetto sia i manici di carta vengono prodotti e assemblati in linea, con elevata velocità e pochi scarti. Ciò le rende efficienti anche dal punto di vista energetico e di costo (vedi sezione tecnica).
Le shopper con manico a cordino, dette anche manuali perché fatte a mano, invece possono richiedere passaggi aggiuntivi: ad esempio, praticare fori nel sacchetto e annodar o fissare i cordini manualmente, oppure incollare i capi del cordino all’interno di un risvolto. Alcune versioni deluxe sono addirittura assemblate a mano in parte (da cui il termine “manuale” in certi cataloghi) per garantire finiture perfette. Dal punto di vista ambientale, questi processi più complessi possono significare maggiore uso di collanti e un consumo energetico leggermente superiore per busta. Inoltre, se il sacchetto è plastificato (laminato lucido/opaco) per fini estetici, non sarà più completamente riciclabile insieme alla carta, perché la plastificazione va separata tramite processi speciali. In conclusione, entrambe le opzioni possono essere scelte sostenibili, soprattutto se realizzate interamente in carta e non laminate. La shopper a manico piatto offre forse la massima semplicità di riciclo, mentre quella a cordino richiede qualche accorgimento in più (o l’adozione di cordini di nuova generazione in carta intrecciata) per raggiungere lo stesso livello di eco-compatibilità.
Confronto Tecnico: Resistenza, Comfort d’uso, Costi e Capacità
Dal punto di vista tecnico-funzionale, manico piatto e manico a cordino presentano pro e contro che è utile valutare in base all’uso previsto. Analizziamo i principali fattori: robustezza e capacità di carico, comodità d’uso, costi di produzione e formati disponibili.
Resistenza e capacità di carico: Entrambe le soluzioni in carta, se ben progettate, garantiscono ottima tenuta anche con contenuti pesanti. In generale i sacchetti con maniglia piatta e quelli con cordino sono considerati i più robusti tra le shopper di carta, adatti a trasportare carichi relativamente pesanti senza rompersi. Le maniglie piatte in carta offrono infatti un’ampia superficie incollata al sacchetto, distribuendo bene il peso; alcune fonti le accreditano di una “notevole capacità di peso senza rompersi”, il che le rende una soluzione affidabile ed economica per molti usi. D’altro canto, i manici a cordino (specie se in fibre resistenti) possiedono elevata tenacità: ad esempio, un cordino spesso in cotone o polipropilene può reggere tranquillamente diversi chili senza spezzarsi, risultando anzi uno dei tipi di maniglia più forti in assoluto per shopper. In applicazioni pratiche, i sacchetti a cordino di buona fattura vengono usati anche per oggetti pesanti o voluminosi (bottiglie di vino, vasetti, cataloghi, ecc.), spesso abbinati a cartoncini di rinforzo sotto il fondo o lungo il bordo superiore. In sintesi, per carichi normali o medio-pesanti entrambi i manici sono adeguati. Se si prevedono pesi eccezionali, probabilmente il fattore limitante sarà più la grammatura e struttura della carta che il manico in sé: conviene allora scegliere una shopper ad alta grammatura e magari preferire il cordino, che dà un margine di sicurezza e un ancoraggio più solido. Per carichi molto leggeri, invece, la differenza è trascurabile – anzi, nei casi in cui serve il minimo ingombro (es. sacchetti regalo piatti per pochi oggetti), spesso si opta per maniglie fustellate o assenti.
Comfort d’uso: Qui emergono differenze più marcate. Le maniglie influenzano la comodità con cui il cliente porta la busta, specialmente se il contenuto è pesante o se la strada da fare è lunga. Le shopper a manico piatto offrono una presa abbastanza confortevole per pesi moderati, grazie alla forma piatta che distribuisce la pressione su una superficie più ampia della mano. Tuttavia, se il sacchetto è molto pesante, il bordo sottile della striscia di carta può iniziare a risultare tagliente sul palmo o sulle dita. Al contrario, i manici a cordino (specie in cotone o materiale tessile) tendono ad essere più ergonomici e gradevoli al tatto: la sezione rotonda e morbida del cordino non “taglia” la mano e rende più agevole trasportare anche oggetti pesanti. Inoltre, alcuni cordini in tessuto sono lievemente elastici, adattandosi alla mano. Secondo esperti, manici in nastro o corda naturale offrono la presa più confortevole, mentre i manici piatti (o i cordini di carta ritorta) risultano meno confortevoli pur essendo altamente funzionali. Va detto che rispetto ai cordini in cotone, i manici piatti di carta presentano il vantaggio di non tagliare le dita come potrebbe fare un cordino di piccolo diametro in carta ritorta rigida. In altre parole, confrontando un manico piatto vs un cordino di carta ritorta (entrambe soluzioni economiche), il manico piatto potrebbe perfino essere percepito come più comodo da afferrare, grazie alla sua larghezza. Diversa la storia se il paragone è con un cordino spesso in cotone: quest’ultimo vince nettamente in comodità. In conclusione, dal punto di vista del cliente, le shopper a cordino offrono generalmente maggior comfort, un dettaglio non trascurabile se il target è portare acquisti di valore o multipli per un tratto di strada.
Costi e produzione: Le shopper con manico piatto sono note per essere la soluzione più economica in assoluto tra le borse di carta con manici. La produzione interamente automatizzata e i materiali omogenei consentono di contenerne il prezzo unitario, specialmente su grandi tirature. Vengono spesso scelte quando il budget è limitato ma si vuole comunque offrire al cliente una busta personalizzata ed ecologica. D’altro canto, le shopper con manico a cordino costano tipicamente di più. Il cordino stesso aggiunge un elemento (in materiale e lavorazione) extra: come riferimento, una fonte britannica indica che le borse a cordino hanno un costo superiore rispetto a quelle a manico ritorto di carta. Inoltre, come accennato, l’applicazione dei cordini può rallentare la produzione (spesso la velocità produttiva per le linee automatiche a cordino è inferiore a quella delle linee per manici piatti, e alcune lavorazioni possono richiedere intervento manuale). Ciò si traduce in un costo leggermente più alto per unità, giustificato però dall’effetto estetico e dalla robustezza superiore percepita. In termini di costi indicativi: sul mercato all’ingrosso italiano una shopper in carta basica (avana o bianca) con manico piatto può costare pochi centesimi, mentre una di pari dimensioni con cordino può avere un prezzo unitario maggiore del 20-50%, a seconda del materiale del manico e delle finiture. Ovviamente, all’aumentare della personalizzazione (stampa a colori, plastificazioni, dettagli) i costi di entrambe le tipologie salgono. In breve, la maniglia piatta è la scelta d’elezione per tenere basso il costo unitario senza rinunciare a stampa e qualità dignitosa, mentre la maniglia a cordino rappresenta un investimento leggermente superiore per elevare la presentazione del prodotto.
Formati e portata: Entrambe le tipologie di buste sono disponibili in una gamma ampissima di formati (dalla piccola shopper da boutique per gioielli o cosmetici, fino ai sacchi grandi da boutique di abbigliamento o ai formati da asporto per pizza e catering). Le shopper a manico piatto sono spesso proposte anche in versioni fondo largo e molto capienti, ideali per contenere più articoli o vaschette da asporto affiancate. Dal canto loro, le shopper a cordino possono anch’esse essere realizzate con base molto larga e soffietti ampi: questo è comune ad esempio per sacchetti porta-torta, porta bottiglie o per confezionare bouquet di fiori, che richiedono appunto borse di carta a cordino con grande base. Una differenza pratica da segnalare è lo spessore a vuoto: le borse a manico piatto, potendo avere i manici ripiegati piatti contro il sacchetto, risultano molto compatte da imballare e stoccare. Le borse a cordino, invece, avendo maniglie ad anello più rigide, non si appiattiscono altrettanto e occupano un po’ più volume quando sono impilate o accatastate (un dettaglio da considerare per il trasporto e lo stoccaggio in negozio). In termini di tenuta, come già detto, per pesi medio-alti conviene fare eventualmente prove: un produttore suggerisce sempre di “testare un campione per verificare che il prodotto abbia un peso adatto” alla busta scelta, specialmente per le shopper economiche a manico piatto, che pur robuste, hanno limiti se sovraccaricate. In generale comunque, capacità di carico e formato non costituiscono un vincolo nella scelta tra manico piatto o a cordino: si trovano sul mercato formati grandi e piccoli in entrambe le varianti. È più una questione di performance ottimale: per oggetti davvero pesanti (es. molte bottiglie, cataloghi spessi, ecc.) una busta con cordini (magari associata a carta spessa 160-200 g/m²) offrirà maggior sicurezza, mentre per oggetti voluminosi ma leggeri (es. abbigliamento, tessili) contano più le dimensioni generose della busta che il tipo di manico.
Tabella di confronto
Per riassumere i punti chiave, ecco un confronto diretto tra shopper con maniglia piatta e con maniglia a cordino:
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Caratteristica
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Shopper con manico piatto
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Shopper con manico a cordino
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Immagine e branding
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Aspetto semplice ed essenziale. Comunica praticità ed eco-sostenibilità; spesso associata a negozi casual, alimentari e contesti informali.
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Aspetto più elegante e premium. Trasmette qualità e raffinatezza; usata da boutique, brand di moda e negozi di fascia alta.
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Materiale del manico
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Strisce di carta piegata (tutto monomateriale carta) incollate sul sacchetto.
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Cordino che può essere di carta ritorta, cotone, poliestere o raso. Esistono cordini 100% carta intrecciata per unire lusso e riciclabilità.
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Sostenibilità
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Riciclabile al 100% con la carta (manici inclusi, essendo di carta). Produzione automatizzata con meno passaggi (minor impronta energetica per pezzo).
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Riciclabile solo se il cordino è di carta; con cordini in tessuto o plastica occorre rimuoverli prima del riciclo. Manici in cotone biodegradabili (non inquinanti se dispersi), ma non riciclabili con la carta.
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Resistenza
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Ottima resistenza per pesi medio-grandi, grazie all’ampia superficie del manico che distribuisce il carico. Usata anche per spesa e asporto (oggetti pesanti come bottiglie, vasetti, ecc.).
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Elevata resistenza: i cordini robusti supportano carichi pesanti (anche >10 kg, se abbinati a carta spessa) senza rompersi. Indicata per articoli voluminosi o preziosi che richiedono un supporto sicuro.
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Comfort di trasporto
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Maniglia larga, abbastanza confortevole per pesi moderati poiché non taglia subito la mano. Può risultare tagliente sui bordi con carichi molto pesanti o a trasporto prolungato.
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Maniglia morbida/rotonda, molto confortevole da impugnare: non segna la mano neanche con peso, soprattutto se in corda di cotone o similare. Esperienza di trasporto più piacevole per il cliente.
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Costo unitario
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Economico: soluzione più conveniente per grandi quantità. Ideale per packaging a basso costo unitario, con stampa semplice del logo.
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Più costoso: costo maggiore dovuto ai materiali (cordino) e al processo di inserimento. Utilizzato quando si vuole investire di più nel packaging per valorizzare il brand.
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Utilizzi tipici
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Negozi di alimentari, gastronomie, take-away, fiere e retail generalista. Ottime per uso quotidiano e di massa, dove conta la funzionalità e il budget.
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Boutique di abbigliamento, cosmetica di lusso, gioiellerie, eventi speciali. Ideali per confezioni regalo e acquisti di valore, dove la busta fa parte dell’esperienza.
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Riutilizzo
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Spesso riutilizzata per usi casalinghi (es. come sacchetto per rifiuti di carta) o in negozio per piccoli acquisti. Essendo meno attraente, il cliente tende a riciclarla dopo pochi utilizzi.
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Molto spesso riutilizzata dal cliente (es. per trasportare oggetti personali, come porta-libri, porta-pranzo, ecc.), grazie alla maggiore robustezza ed estetica. La busta con cordino può diventare essa stessa un oggetto gradito da conservare.
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(Legenda: quando si parla di manico a cordino in carta, si intende normalmente il cordino ritorto di carta, simile a una cordicella rigida. È la soluzione intermedia spesso vista nelle shopper standard delle catene retail, da non confondere con il cordino in cotone delle borse di lusso.)
Esperienza del Cliente
Infine, è importante considerare l’esperienza diretta dell’utente finale, cioè del cliente che utilizza la shopper per portare con sé i propri acquisti. Questo aspetto combina un po’ tutti i fattori precedenti (estetica, comodità, praticità):
Praticità d’uso: le shopper a manico piatto sono spesso scelte per situazioni in cui la praticità immediata è fondamentale, ad esempio nel food take-away: il sacchetto si apre facilmente a soffietto, i manici piatti sporgono poco e consentono di impilare molte borse una dentro l’altra (facilitando lo stoccaggio vicino alla cassa). Il cliente può afferrare rapidamente la busta e apprezzarne la semplicità funzionale. Dal lato opposto, una shopper a cordino offre una praticità diversa: magari è meno compatta da tenere sotto il bancone, ma spesso ha un bordo ripiegato rinforzato che la fa stare aperta da sola più facilmente, facilitando l’inserimento degli articoli in negozio. Inoltre, il cordino robusto dà sicurezza al cliente nel trasporto di oggetti importanti (non c’è il timore che si strappi). In generale, un consumatore si aspetta la maniglia a cordino quando compra un articolo di fascia alta (fa parte dell’esperienza “premium”), mentre si aspetta la maniglia piatta in contesti più quotidiani. Entrambe le esperienze possono essere positive se il sacchetto è ben progettato per l’uso: una busta a manico piatto che si rompe sotto il peso delle bottiglie, o una a cordino scomoda da riempire perché troppo rigida, finiranno per frustrare il cliente – quindi la scelta deve considerare l’utilizzo concreto.
Estetica e soddisfazione: l’impatto estetico influenza anche il gradimento del cliente. Ricevere i propri acquisti in una busta curata, magari abbinata ai colori del brand, incrementa la soddisfazione e la percezione di valore. Una shopper a cordino, magari con finitura lucida e logo ben stampato, può addirittura suscitare orgoglio nel cliente che la porta in giro, diventando essa stessa un mezzo di pubblicità “gratuita” per il brand (il cliente mostra volentieri la busta perché è bella). Al contrario, una shopper di carta grezza a manico piatto comunica un messaggio di semplicità e sostenibilità: alcuni clienti apprezzano moltissimo questa coerenza ecologica e la preferiscono alle borse apparenza più “ricca” se sono molto sensibili al tema ambientale. In ogni caso, entrambi i tipi possono essere personalizzati con grafica accattivante e migliorare così l’esperienza visiva (una busta di carta, sia essa con manico piatto o cordino, diventa parte dell’identità del negozio quando riporta logo e design). Studi di settore evidenziano come la personalizzazione e la qualità percepita del sacchetto influenzino il ricordo positivo dell’acquisto: una bella borsa può indurre il cliente a tornare o a conservare la shopper come piccolo souvenir del brand.
Preferenze e riutilizzo: molti consumatori riutilizzano le shopper di carta, specialmente quelle più robuste e gradevoli. Qui notiamo una tendenza: le shopper a cordino, essendo spesso più solide e rifinite, vengono riutilizzate più spesso (per trasportare altri oggetti, per pranzo al sacco, per conservare documenti, ecc.), prolungandone la vita utile e dando al brand ulteriore visibilità nel tempo. Le shopper a manico piatto, se di buona qualità, possono anch’esse essere riutilizzate (ad esempio come sacchetto per altre commissioni o per i rifiuti di carta a casa), ma essendo percepite come più usa-e-getta, è meno probabile che un cliente le tenga a lungo se si usurano presto. In termini di preferenze dichiarate, i clienti tendono ad apprezzare i manici comodi: nessuno gradisce una busta che taglia le mani o si rompe a metà strada. Dunque, se sanno che dovranno portare pesi, probabilmente guarderanno con favore a un cordino spesso e resistente. Viceversa, per piccole spese quotidiane, una busta manico piatto va benissimo e anzi comunica l’idea di non sprecare risorse in packaging superfluo. In conclusione, l’esperienza cliente sarà positiva quando il tipo di shopper è appropriato al contesto: una busta elegante per un prodotto luxury aumenta la soddisfazione, così come una busta semplice ma robusta rassicura chi fa la spesa quotidiana.
Quindi: quale scegliere?
Non esiste una risposta univoca alla domanda “meglio manico piatto o manico a cordino?” – la scelta dipende da una serie di fattori legati all’identità del brand, al tipo di prodotto venduto, al budget e ai valori che si vogliono comunicare. In sintesi:
Se il tuo obiettivo primario è la praticità economica e la sostenibilità immediata, le shopper in carta con maniglia piatta sono probabilmente la scelta ideale. Costano meno, sono completamente riciclabili senza necessità di separare componenti, e trasmettono un’immagine semplice e green perfetta per contesti informali, alimentari o di largo consumo. Sono la “workhorse” affidabile del packaging: fanno il loro dovere con un investimento minimo, e i clienti le associano a convenienza e attenzione all’ambiente.
Se invece punti a un’esperienza di unboxing o di acquisto più memorabile e raffinata, e vuoi che il packaging rifletta un posizionamento di fascia più alta, vale la pena investire nei manici a cordino. Questi aggiungono un elemento di prestigio percepito: la busta diventa quasi parte del prodotto, il cliente la conserverà più facilmente e il tuo marchio avrà visibilità extra. Dal lato tecnico, un buon cordino infonde anche fiducia in termini di tenuta. Bisogna solo prestare attenzione, in ottica green, a optare per materiali riciclabili o a istruire i clienti sul corretto smaltimento (ad esempio segnalando sull’etichetta che il cordino va rimosso se non è di carta).
Molti brand trovano un compromesso intelligente: utilizzare shopper a manico piatto per le linee base o le vendite di volume, e riservare shopper a cordino (magari con design più elaborato) per prodotti premium, periodi natalizi o eventi speciali. In ogni caso, è fondamentale scegliere fornitori affidabili e materiali di qualità, perché una shopper difettosa o poco resistente può vanificare i vantaggi di immagine di qualunque scelta.
In definitiva, la scelta tra maniglia piatta e maniglia a cordino dovrebbe allinearsi sia con l’identità del brand sia con l’uso previsto della busta. Considera il messaggio che vuoi dare (lusso vs. semplicità), l’impatto ambientale e il budget. Con le informazioni sopraesposte, sia i responsabili marketing che i consumatori possono comprendere meglio le differenze e fare una scelta più consapevole. Un packaging ben pensato fa la differenza: che sia essenziale o elegante, l’importante è che rispecchi i valori del brand e soddisfi le aspettative del cliente.