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La Bomboniera Fai da Te, quella Perfetta.

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Occorre partire da lontano, ma non troppo, e definire il concetto di perfezione. È presto detto! Semplicemente la perfezione NON ESISTE. Anche in un quadro famoso perché bello, andando a scrutare nei meandri delle pennellate, si possono spesso trovare imperfezioni ma…non contano! Il quadro è bello in sé e nel suo appieno, e pertanto le sue imperfezioni non svalutano la sua bellezza intrinseca, ma anzi la compongono.

Così è anche per la Bomboniera. Non c’è la bomboniera perfetta ma è perfetta quella che piace e che riscuote successo. Esistono delle tecniche contemporanee per la confezione della bomboniera ma a pensarci bene, anche la pittura ha avuto delle evoluzioni ed ogni volta, la novità si è presentata molto coinvolgente ma spesso un po’ contromano ma poi, a volte, ha preso il sopravvento e si è dimostrata vincente oltre ogni aspettativa.

Morale: La Bomboniera Perfetta è quella che fai tu, che ti piace e che piace agli altri.

Da dove viene questo termine “Bomboniera “? Da Treccani, cito: Bonbon ‹bõbõ′›, all’ital. ‹bonbòn› s. m., fr. [in origine voce infantile, propr. «buono-buono», riferito a qualsiasi dolciume]. – Chicca, zuccherino. Quindi la parola Bonbon si riferisce ad uno qualsiasi dei diversi tipi di dolci, in particolare delle piccole caramelle avvolte nel cioccolato. Quindi da Bon è sorta una certa reduplicazione infantile che significa 'buono'. In francese moderno e in molte altre lingue europee, il termine si riferisce semplicemente a qualsiasi tipo di caramella o confezione piccola. Pare che un insegnante francese, una certa signora Pazzaglia, abbia sviluppato l'industria dei Bonbon nei primi decenni del 1600 in Francia. Una signora appunto dal cognome Italico alla corte francese. Sempre un dolce ha ispirato Johann Strauss (figlio) nel comporre un valzer nel 1866 denominato "Wiener Bonbons".

E dalla Francia all’Italia, come? Le Guerre d'Italia, spesso indicate anche come le Grandi Guerre d'Italia, furono una serie di conflitti, combattuti prevalentemente sul suolo italiano nella prima metà del secolo XVI (per la precisione durarono dal 1494 al 1559), aventi come obiettivo finale la supremazia in Europa. Furono inizialmente scatenate da alcuni sovrani francesi, Carlo VII, Luigi XII e Francesco I. Questi tre Re inviarono nella penisola italiana le loro truppe, per far valere i loro diritti ereditari sul Regno di Napoli e poi sul Ducato di Milano. Da locali le guerre divennero in breve tempo di scala europea, coinvolgendo, oltre alla Francia anche la maggior parte degli stati italiani, il Sacro Romano Impero, la Spagna, l'Inghilterra e l'Impero Ottomano.

Molto probabilmente, durante questi 64 anni, appunto dal 1495 al 1559, ai partenopei sarà piaciuto questa usanza di offrire “BonBon” durante le occasioni speciali di festa. Poi Napoli si sa, a sviluppare le chicche è sempre stata una città molto incline. Si pensi per esempio alla pizza il cui nome deriva dalla Pita greca.

Se pensi che la Bomboniera sia un oggetto inutile ti sbagli. La Bomboniera è un pensiero per dire grazie, per lasciare dietro di sé il ricordo delle emozioni di un giorno speciale, un dono per chi ha condiviso la gioia degli sposi.

Da cosa è composta la Bomboniera? Da un oggetto, come abbiamo detto, da un contenitore per i confetti, sacchettino, scatola, barattolo. Poi ci vuole un fazzoletto di tulle (meglio rotondo), un bigliettino da inserire nel sacchetto, un nastro e magari un oggetto piccolino per la chiusura.

Per coordinare contenitore, tulle, nastro e dettagli senza accostamenti casuali, consulta la guida al packaging coordinato per bomboniere e cerimonie, con esempi di materiali e combinazioni utili.

La scelta dell’oggetto non ha regole, bisogna solo lasciarsi trascinare dal piacere di regalare qualcosa che ci piace, che colpisce, che innamora. Non importa il materiale, la forma, lasciatevi incantare dalla magia di oggetti unici pensati per arricchire di emozioni il giorno più bello.

Come si fa a confezionare una Bomboniera? È in realtà molto semplice, conta cinque confetti, avvolgili in un fazzolettino di tulle, inserisci il bigliettino, metti il tutto nel sacchetto, chiudi il sacchetto con in nastro, fai un bel fiocco (allenati a fare i fiocchi), aggiusta un po’ il tutto e ripeti l’operazione finché non ti vien bene utilizzando sempre lo stesso materiale. Quando ti vien bene, ripeti il tutto con calma e passione per quante Bomboniere pensi di confezionare. Non aver paura e lasciati trascinare.

La tradizione vuole 5 confetti, a simboleggiare salute, ricchezza, felicità, fertilità e lunga vita, ma si può esagerare, purché i confetti siano sempre di numero dispari. La stessa regola vale anche quando la sposa distribuisce i confetti agli invitati.

Galateo (Clemente Alessandrino 150/215, Erasmo da Rotterdam 1467/1536, Giovanni Della Casa 1503/1556) l Galateo ovvero de' costumi, così chiamato perché dedicato a monsignor Galeazzo Florimonte, vescovo di Sessa che lo aveva ispirato.

La Bomboniera va donata ai testimoni, alle persone invitate al ricevimento, a chi non è stato presente, ma ha comunque fatto un regalo. Una per ogni nucleo famigliare, ma due in caso di fidanzati. E’ consigliabile farne sempre qualcuna in più per ogni evenienza. Chi ha invece fatto gli auguri tramite telegramma o biglietto va ringraziato almeno con un sacchettino che racchiude i confetti. La preparazione della bomboniera è lunga e delicata ma non troppo, dopo la decima che prepari sarai già in grado di essere veloce. Le bomboniere per gli invitati devono essere tutte uguali tra di loro, mentre generalmente ai testimoni e ai genitori viene offerta una bomboniera più importante. E’ meglio però che tutte siano confezionate allo stesso modo e abbinate allo stesso sacchettino, che deve contenere i confetti, e il cartoncino con, scritti a mano, i nomi degli sposi, con la data delle nozze (prima il nome di lei, poi quello di lui, non vanno messi i cognomi).

Quando si consegnano le bomboniere? Solitamente dopo aver ricevuto il regalo. Una volta si spedivano o si consegnavano al ritorno dal viaggio di nozze, ma oggi la nuova tradizione, più comoda e anche più gradita, è che siano gli sposi a consegnarle a termine del rinfresco, prima che gli invitati comincino ad andare via, facendo il giro dei tavoli per ringraziare personalmente chi ha partecipato. Per chi non era presente, si può organizzare un incontro, purché la bomboniera venga recapitata, perché la cosa più scortese è non consegnarla mai.

 
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