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Colori Autunno/Inverno 2025-2026: Tendenze, Significati e Contrasti Cromatici

 

L’Autunno/Inverno 2025-2026 si preannuncia come una stagione di colore carica di significati e dualismi. Le palette emergenti nell’home decor e nel lifestyle riflettono un equilibrio tra il bisogno di comfort rassicurante e la voglia di espressione creativa. Dai rapporti del Pantone Color Institute e dei trendsetter internazionali, emerge una gamma cromatica “accessibile” ma dal glamour senza sforzo dove tonalità tradizionali si mescolano con accenti audaci per rispecchiare i tempi attuali. In quest’analisi approfondita, rivolta a un pubblico femminile intorno ai 45 anni, istruito e appassionato di design, esploriamo i colori di punta della stagione, i contrasti emergenti (caldo vs. freddo, neutro vs. saturo), i ritorni iconici reinterpretati, e le influenze culturali e sociali dietro queste scelte cromatiche. Le fonti autorevoli – da Pantone a WGSN, da Maison&Objet a Elle Decor e Vogue – ci guideranno attraverso i capitoli di questa panoramica sui colori del prossimo inverno.

Colori di punta della stagione A/I 2025-2026

Tra i protagonisti assoluti della stagione spiccano alcuni colori chiave individuati dai trend forecaster. Secondo WGSN e Coloro, le cinque tonalità di punta per l’A/I 25-26 sono: Celestial Yellow, Cherry Lacquer, Retro Blue, Neon Flare e Future Dusk. A queste si aggiunge il marrone caldo Mocha Mousse (Pantone 17-1230), scelto da Pantone come Color of the Year 2025. Queste tinte delineano una palette eterogenea che va dai toni eterei e spirituali fino ai più profondi e misteriosi, offrendo spunti sia per ambienti accoglienti che per accenti decisi in casa.

  • Celestial Yellow – Un giallo pallido luminoso, quasi un avorio lunare. I ricercatori lo descrivono come “radioso e multisensoriale, al contempo riposante e surreale”. Evoca il bagliore degli astri (luna, stelle, sole) e simboleggia la ricerca umana di rassicurazione e orientamento. In tempi incerti, ci si rivolge a valori spirituali e cosmici per trovare significato, ed è proprio questo che Celestial Yellow incarna. Nel décor, può tradursi in nuance tenue sulle pareti o tessuti d’arredo che infondono calma e ottimismo discreto.

  • Cherry Lacquer – Una lacca di ciliegia scura, tonalità di rosso profondo tendente al bordeaux. È un colore misterioso e lussuoso, definito come un mix di nero e rosso che richiama l’intensità di un amarena nera. Questo rosso cupo riflette le emozioni turbolente del presente: da un lato incanala sentimenti diffusi di rabbia e insicurezza, simboleggiando resistenza e spirito di ribellione verso le regole prestabilite. Dall’altro ha un’attrattiva seduttiva, quasi decadente: suggerisce piaceri proibiti e voglia di evasione, dando un senso di potere e empowerment a chi lo adotta. In un interno, Cherry Lacquer può comparire su un velluto importante o un dettaglio laccato, conferendo immediata carica drammatica e sensuale all’ambiente.

  • Retro Blue – Un blu nostalgico dal sottotono caldo e polveroso. Questa sfumatura “analogica” richiama il passato: ispira calore e gioia proprio perché rievoca oggetti e atmosfere familiari. In periodi di incertezza, colori come il Retro Blue offrono stabilità emotiva, facendo leva su una nostalgia rassicurante. WGSN osserva che questa tonalità potrebbe avere un forte appeal anche per la Gen Z, affascinata dall’estetica rétro come rifugio dal mondo digitale volatile. Nei nostri spazi, Retro Blue può tradursi in un blu carta da zucchero o ceruleo desaturato per pareti o tessili, portando con sé un’allusione “vintage” unita a comfort contemporaneo.

  • Neon Flare – Un corallo neon intenso e acceso. Questa tinta vibrante riflette lo zeitgeist ambientale: nasce dalla crescente preoccupazione per la crisi climatica e i suoi impatti sul pianeta. Definito come colore “ispirato all’AI”, Neon Flare ha un effetto energizzante: è quasi un segnale al neon che accende un senso di urgenza collettiva nel trovare soluzioni ai problemi epocali. La sfumatura, a metà tra un arancio corallo e un rosa fluorescente, richiama l’attenzione come un allarme stilizzato ma positivo. Può comparire in dettagli pop degli interni – un cuscino, un oggetto decor – per “accendere” letteralmente l’atmosfera e stimolare creatività e dialogo.

  • Future Dusk – Un blu-viola crepuscolare, scuro e al tempo stesso sottilmente brillante. Questa tonalità interseca il confine tra blu e viola e rappresenta la combinazione di oscurità e speranza: secondo WGSN “suggerisce che nonostante le sfide all’orizzonte, c’è sempre spazio per immaginazione e ottimismo verso il futuro”. Ha un carattere onirico e futuristico, come un cielo al tramonto su un pianeta lontano. Future Dusk incarna l’idea di rinnovamento dopo la crisi, un momento di quiete in cui può nascere qualcosa di nuovo. Nel design d’interni, può essere adottato in tonalità d’inchiostro, indaco o melanzana scuro su pareti d’accento o imbottiti eleganti, per aggiungere profondità sofisticata e contemplativa agli spazi.

  • Mocha Mousse – Un marrone mocha morbido e avvolgente. Pantone lo ha eletto colore dell’anno 2025 e lo descrive come una tonalità “ricca e riscaldante” che invita a una “indulgenza riflessiva”. Leatrice Eiseman, direttrice esecutiva del Pantone Color Institute, spiega che Mocha Mousse esprime il piacere di viziarsi, di concedersi comfort, ma anche la possibilità di condividerlo con gli altri. In effetti il marrone cacao, con i suoi rimandi al cioccolato e al caffè, evoca sensazioni di coccola e convivialità. Questo colore porta calore sottile in ogni ambiente, non solo tramite la pittura murale ma anche attraverso arredi come un divano color terra bruciata o accessori in cuoio e legno scuro. È un marrone che amplifica la sensazione di comfort domestico senza risultare piatto: al contrario, è intriso di una ricchezza “golosa” che scalda visivamente lo spazio.

Oltre a questi, altre tonalità notevoli arricchiscono la palette stagionale secondo Pantone. Dai report delle fashion week emergono diverse gradazioni di rosso, a conferma che questa famiglia cromatica è protagonista: ad esempio Winterberry è un rosso “seducente” e vellutato che accende i sensi, Chili Oil un rosso terroso vitale ma senza tempo, e Poppy Red un rosso papavero brillante, “esuberante e celebrativo”. Accanto ai rossi, ritroviamo i marroni speziati come Hot Chocolate (un marrone cioccolato confortevole, che richiama un’indulgenza decadente) e Bronze Brown (un marrone bronzeo, dai riflessi dorati, emblematico di un’eleganza autentica ispirata ai metalli naturali). Completano il quadro nuance più delicate come Primrose Pink, rosa primula soffuso e illuminante, e tinte giallo-verdi originali come Lemon Grass, un verde agrumato con note floreali dolci. Questa ricca varietà cromatica – dai neutri caldi ai toni vivaci – cattura l’attenzione e stimola la curiosità, offrendo infinite possibilità di personalizzare gli ambienti in linea con il proprio gusto e il proprio stato d’animo.

Contrasti cromatici emergenti: Caldo vs. Freddo, Neutro vs. Saturo

Una caratteristica fondamentale delle tendenze 2025-26 è il gioco di contrasti tra temperature e intensità di colore. Toni caldi e freddi convivono nelle palette, creando equilibri inaspettati e dinamici. Allo stesso modo, si osserva un dialogo tra colori neutri raffinati e accenti saturi e decisi. Questo bilanciamento risponde al desiderio di ambienti sia accoglienti che ricchi di personalità.

Caldo vs. Freddo: La stagione mette in scena un vero duetto cromatico tra nuance avvolgenti e note rinfrescanti. Da un lato troviamo colori caldi, terrosi e speziati, capaci di scaldare visivamente lo spazio. Ad esempio, Brandied Melon di Pantone è un arancio attenuato dal sottotono speziato che “lascia una calda persistenza avvolgente” quasi sul palato – pensiamolo su una parete o in un tessuto: emana comfort e convivialità. Dall’altro lato, compaiono tonalità fredde e ariose che portano freschezza e calma. Vapor Blue, un azzurro grigiastro impalpabile, ne è un esempio: aggiunge “un tocco rinfrescante e discreto” all’ambiente, come una brezza leggera in una stanza dominata da toni caldi. L’alternanza caldo/freddo si manifesta anche nell’accostamento di colori complementari: un profondo blu violaceo come Future Dusk (freddo) può affiancare un dettaglio in Cherry Lacquer (caldo) in uno stesso ambiente, creando contrasto emotivo – la quiete contro la passione – e al contempo armonia narrativa. Questa combinazione di opposti genera ambienti vibranti ma equilibrati, dove le tinte si esaltano a vicenda invece di scontrarsi.

Neutro vs. Saturo: Un altro contrasto chiave è quello tra tonalità neutre – sobrie, eleganti, spesso naturali – e colori saturi più audaci. Nei trend attuali, i neutri classici riacquistano importanza come base dell’arredamento, ma non sono più i grigi freddi e impersonali di ieri: parliamo piuttosto di bianchi luminosi, di beige e marroni raffinati, di blu polverosi e malva morbidi. Pantone, ad esempio, propone per A/I 25-26 una serie di neutri “seasonless” (senza stagione) come Bright White, bianco ottico purissimo e chiarificante, French Roast, un marrone intenso e corposo con un sottotono terroso di lusso onesto, Crown Blue, un blu classico e affidabile che esprime perennità nel design, e Mauve Wine, un malva vinaccia sofisticato e naturale. Queste tinte neutre intramontabili conferiscono un senso di comfort, stabilità e eleganza senza tempo agli ambienti.

Ma la vera novità è come essi vengono abbinati a colori saturi e decisi. La presenza di accenti vibranti rompe la monotonia e aggiunge carattere: un tocco di rosso vibrante o di giallo speziato su uno sfondo neutro può trasformare lo spazio. Pantone parla di un “vivace dialogo cromatico tra neutri ben noti e tinte stagionali audaci e profonde”, un connubio che crea drammaticità e incoraggia ciascuno a intraprendere un percorso creativo personale. In concreto, possiamo immaginare un soggiorno giocato su toni di base beige-cammello (neutri caldi) arricchito da cuscini color Poppy Red o Primrose Pink; oppure una cucina dalle pareti bianco crema con mobili verde oliva intenso o blu petrolio. L’effetto è quello di un ambiente equilibrato ma non piatto: i neutri fungono da tela su cui i colori saturi “dipingono” accenti di personalità.

Va notato che questa tendenza segna anche un cambiamento rispetto al recente passato. Come sottolineano alcuni interior designer, si sta ufficialmente chiudendo la lunga parentesi dei soli grigi e greige dominanti: “non abbiate paura, l’epoca dei grigi è terminata” proclamano gli esperti di arredamento, invitando a optare per basi più intense come marroni ricchi, verdi muschio e ocra caldi. In pratica, la neutralità oggi prende forme più calde e comfort, mentre i colori accesi non sono più banditi ma vengono dosati con gusto (secondo regole compositive come la celebre 60-30-10 in decorazione, dove il 10% è riservato ai tocchi più vivaci). Il risultato sono interni che uniscono praticità e carattere: tonalità pragmatiche e rassicuranti con profondità, ma “con un tocco fashion che le eleva dal tradizionale al contemporaneo”. Questo permette di soddisfare il bisogno di ambienti rilassanti senza rinunciare a un pizzico di audacia e originalità visiva.

Ritorni e reinterpretazioni di colori iconici

Le tendenze cromatiche A/I 2025-2026 guardano al futuro senza però rinnegare il passato – anzi, molti colori iconici del passato tornano in auge reinterpretati in chiave attuale. Si potrebbe parlare di una vera e propria operazione nostalgia nel mondo del design: tonalità un tempo classiche o persino vintage vengono riscoperte e modernizzate, spesso mescolando riferimenti di epoche diverse per creare qualcosa di nuovo e di tendenza.

Un tema evidente è il revival degli anni ’70 e ’80 nelle palette contemporanee. Colori caldi e naturali tipici di quei decenni – pensiamo ai marroni terrosi, ai verdi oliva e alle sfumature aranciate di ruggine e ocra – stanno vivendo una seconda giovinezza. Il marrone, in particolare, è tornato a essere il “colore madre” del momento. Considerato a lungo demodé, oggi il marrone (dal cioccolato al caramello) è nuovamente celebrato dalle aziende di vernici e dagli interior designer su entrambe le sponde dell’Atlantico, come It-color versatile e sofisticato. Dopo anni di predominio di bianchi ghiaccio e grigi cemento, nuance come il taupe, il cacao, il terracotta stanno conquistando case e showroom, sintomo di un ritorno a un’estetica più calda e “radicata”. Monica Reese, trend director di Lowe’s, sottolinea come Truffle Brown – un bruno tartufo intenso – “si sovrapponga magnificamente a una vasta palette, dai neutri delicati ai toni profondi e decisi, elevando lo stile di qualsiasi spazio”. In altre parole, il marrone è di nuovo sinonimo di versatilità: si adatta sia a interni minimalisti moderni sia a contesti rustic chic, fungendo da elegante base neutra che però porta con sé l’eredità della natura. Questa riscoperta dei marroni e dei beige vissuti rappresenta in parte un ritorno all’arredamento anni ’70 (pensemos al trend del modernariato e dei mobili in legno scuro), ma con finiture e abbinamenti odierni che lo rendono cool e attuale. I marroni odierni inoltre trasmettono un’idea di autenticità e comfort che risuona con la ricerca di spazi più vivibili e personali – un’evoluzione rispetto ai toni ultra-brillanti o artificiali di qualche anno fa.

Parallelamente, anche i colori gioiello vintage fanno capolino nelle tendenze attuali. Note di blu pavone, verde petrolio, porpora e melanzana – tipiche dell’Art Déco o degli arredi anni ’40-’50 – vengono riprese e aggiornate. Gli esperti segnalano che nel 2025 l’ispirazione sta andando oltre l’onda Y2K (che ha dominato di recente con rosa vivaci e azzurri elettrici), per attingere invece agli early 2000s e ancora prima, persino agli anni ’20 e ’30 del Novecento. Il ritorno dell’Art Déco è infatti evidente sia nella moda che nel design: linee classiche e ornamenti lussuosi tornano di moda, e con essi i colori ricchi e “morbidi” di quell’epoca. Si parla di una resurrezione di tinte che gli esperti definiscono muddied, ovvero sfumature “intorbidite” o polverose di rosa, viola, verde e giallo, tutte con basi terrose e attenuate. Ghislaine Viñas, interior designer, prevede proprio “tonalità complesse di rosa, viola, verde e giallo con basi terrose e radicate” come protagoniste: immaginate un rosa antico polvere, un verde salvia fumoso, un giallo ocra bruciato, un viola malva desaturato. Sono colori che richiamano le ceramiche smaltate, i tessuti sbiaditi dal tempo, le pitture ad olio d’antan – eppure oggi risultano incredibilmente nuovi, perché in controtendenza rispetto alla saturazione digitale cui ci eravamo abituati.

Questa “operazione nostalgia” non è un semplice riciclo del passato, bensì una reinvenzione consapevole. “La vera creatività non risiede sempre nell’inseguire il nuovo a tutti i costi, ma include l’arte di reinventare il familiare”, afferma Leatrice Eiseman di Pantone. Ed è esattamente ciò che vediamo: colori familiari reinterpretati con una trasformazione contemporanea, dando ampio spazio al gioco e alla sperimentazione. Un esempio lampante è il viola prugna: tonalità regale e un po’ rétro, che negli ultimi anni è stata declinata in versioni attuali – dal Digital Lavender (lavanda digitale) proclamato colore dell’anno 2023 secondo WGSN, al più recente revival di sfumature melanzana e eggplant (viola melanzana) nelle collezioni di pitture 2024-25. Pantone nel suo report A/I 25-26 include Damson, un viola prugna intenso il cui glamour contemporaneo “richiama un’estetica drammaticamente vintage”, a indicare proprio questa unione di passato e presente. Allo stesso modo Lyons Blue, un blu petrolio “profondamente intenso”, evoca il lusso di epoche passate ma con un’allure rinnovata per oggi. Sono colori che portano con sé storie antiche (il blu pavone dei salotti art déco, il viola dei velluti vittoriani) ma vengono proposti in modo da dialogare con elementi moderni, generando risultati freschi e stimolanti.

Un altro ritorno iconico è quello del rosso classico, che attraversa trasversalmente le epoche: dal rosso scarlatto anni ’50 al borgogna anni ’80, fino al recente fenomeno “Cherry Coke” sui social. Nel 2025 osserviamo una forte presenza di rossi reinterpretati. La tendenza dei deep reds è talmente evidente che Maison&Objet a Parigi ha visto dominare questi toni: “il trend è confermato – i rossi intensi dominano Parigi”, nota un report, segnalando come rossi ciliegia, borgogna, tea rooibos e ruggine abbiano fatto dichiaratamente la parte del leone negli allestimenti. Questo trend era già emerso al Salone del Mobile 2024 e persino nelle previsioni Pinterest (che indicavano il cherry red come colore dell’anno web), a riprova che certi colori iconici attraversano moda, design e cultura pop. Il rosso dunque torna – ma anche qui, con sfumature nuove: il ciliegia oggi è mescolato con punte di nero (come nel già citato Cherry Lacquer) per apparire più profondo e misterioso. Il ruggine diventa più elegante, il cremisi più sofisticato. Questo conferisce ai rossi una ricchezza lussuosa e intrigante che li rende attuali negli interni, dove fino a poco fa erano usati con parsimonia.

Infine, vale la pena menzionare che la riscoperta del passato abbraccia anche i neutri storici. Oltre ai già citati marroni e beige ’70, notiamo un ritorno di neutri classici come il grigio in contesti fashion. Pantone per la primavera 2025 ha introdotto Moonbeam Gray, un grigio “raggio di luna” lucente e misterioso, definendolo un nuovo neutro di tendenza improntato alla discrezione ed eleganza. Il grigio, sinonimo di raffinatezza sartoriale, viene riportato al centro in versione aggiornata e luminosa, a indicare che persino il colore più “semplice” può stupire se proposto con i giusti materiali o contrasti. Gli esperti Pantone spiegano che questo gruppo armonioso di nuance, includendo neutri senza tempo come il Moonbeam Gray, riflette il “nuovo desiderio di autenticità” e l’allineamento con il prezioso mondo naturale. In pratica, il grigio 2025 non è quello piatto dell’era industriale, ma un grigio arricchito di sottotoni caldi o perlacei, capace di combinare comfort e glamour e di elevarsi dal tradizionale al contemporaneo. Ciò dimostra come anche i colori più iconici e diffusi vengano costantemente reinterpretati per adattarsi al gusto odierno e alle esigenze del momento.

In sintesi, il capitolo dei “ritorni” cromatici ci insegna che la moda dei colori è ciclica ma non ripetitiva: ogni epoca riprende dal passato ciò di cui ha bisogno, tingendolo delle proprie aspirazioni. Oggi, la rilettura di palette retrò soddisfa il bisogno di radici e riferimenti in un mondo percepito come incerto: usare un colore “di ieri” in modo nuovo dà un senso di continuità rassicurante, ma anche di creatività nel saperlo rendere di oggi. Come unire un vecchio standard con un nuovo remix, i colori iconici reinterpretati creano ambienti che raccontano storie familiari con un linguaggio visivo aggiornato.

Influenze culturali e sociali dietro le scelte cromatiche

Dietro ogni tendenza colore c’è sempre un contesto più ampio. I colori che vediamo emergere per l’A/I 2025-26 non sono semplicemente frutto di arbitrio estetico, ma rispondono a stimoli culturali, sociali e psicologici ben precisi. Questa stagione cromatica, in particolare, riflette molte delle sfide e degli stati d’animo collettivi contemporanei: dalle ansie globali alla ricerca di speranza, dalla ribellione giovanile al desiderio di autenticità e benessere. Esploriamo quali sono i principali driver dietro le palette di tendenza.

1. Clima, crisi e urgenza di cambiamento: L’emergenza climatica e l’instabilità globale fungono da sfondo drammatico a molte scelte cromatiche. WGSN ha battezzato il tema generale delle tendenze A/W 25-26 “Acceleration” – accelerazione – proprio perché vediamo un’accelerazione dei cambiamenti (nel bene e nel male) in risposta al caos climatico. Eventi come “cieli arancioni, oceani verdi” causati dal cambiamento climatico generano inquietudine e impongono un senso di urgenza. Questa tensione si riflette nei colori: da un lato, sorge la necessità di tinte che diano rassicurazione e riparo (si pensi ai naturali, ai terrosi calmanti); dall’altro, emergono colori che urlano l’allarme e la richiesta di agire. Neon Flare, il corallo neon acceso di cui prima, è direttamente collegato a questo zeitgeist: è descritto come un colore che “alimenta un senso di urgenza collettiva mentre ci sforziamo di risolvere problemi enormi”. La sua luminescenza quasi artificiale richiama la tecnologia (non a caso è ispirato all’AI) ma anche i segnali d’allerta – come un neon nella notte che indica “attenzione, bisogna agire ora”. Allo stesso tempo, colori come Celestial Yellow rappresentano l’altro lato della medaglia: in momenti di smarrimento, le persone volgono lo sguardo al cielo in cerca di guida. Il giallo celestiale incarna proprio la dimensione spirituale e cosmica che riemerge quando abbiamo bisogno di orientamento e speranza oltre la contingenza. L’astrologia, l’astronomia, la connessione con il cosmo sono tornate popolari come modi per trovare senso – e quel giallo pallido, lunare, è il riflesso cromatico di questa ricerca di significato superiore. Dunque, l’ansia climatica e sociale ha una duplice traduzione: colori di allarme che attivano (come neon, acidi, arancio fuoco) e colori di conforto che placano (come tonalità terra, celestiali, vegetali). Entrambi convivono perché rispecchiano gli opposti sentimenti diffusi: urgenza di agire ma anche bisogno di consolazione.

2. Ribellione, forza e libertà individuale: I colori sono da sempre mezzo di espressione e, talvolta, di protesta. Nel 2025 notiamo che alcune tinte forti sono direttamente collegate a sentimenti di ribellione, empowerment e ridefinizione delle regole sociali. Un esempio emblematico è il già discusso Cherry Lacquer: questo rosso-nero profondo “si adatta ai sentimenti di rabbia e insicurezza che molte persone stanno vivendo”, simboleggiando resistenza e spirito di ribellione verso le aspettative e gli schemi esistenti. In un mondo post-pandemico e in fermento, dove movimenti sociali richiedono cambiamento, un colore così audace diventa una dichiarazione visiva di rottura. La sua allure seduttiva, quasi proibita, conferisce anche un senso di potere personale: indossare (o arredare con) un rosso così significa affermare sé stessi, andare controcorrente. Non a caso, sulle passerelle è stato spesso associato a materiali di carattere come il vinile o il cuoio lucido – segno di trasgressione stilistica. Anche altre tonalità scure come il viola intenso e il blu notte possono assumere connotazioni di empowerment: incarnano una regalità e una sicurezza di sé che sfida le convenzioni (si pensi al viola, colore un tempo riservato ai nobili, oggi usato per manifestare creatività indipendente). Questa spinta ribelle nei colori può essere vista come riflesso cromatico di movimenti socio-culturali: la voglia di spezzare le regole trova eco in palette non convenzionali, in accostamenti arditi, nell’uso di colori “difficili” con fierezza. Per un pubblico femminile maturo, ciò può tradursi nella libertà di osare una parete rosso scuro nello studio come affermazione di carattere, o di inserire un mobile viola scuro in un salotto altrimenti classico per rompere la monotonia e dire “questa sono io”. Il colore diventa così manifesto di identità e libertà personale.

3. Nostalgia e bisogno di rassicurazione: Come accennato, la nostalgia è un potente motore dietro molte scelte cromatiche attuali. Periodi di instabilità economica o sociale spesso generano un desiderio di tornare a qualcosa di noto e rassicurante – anche solo a livello estetico. Ecco perché vediamo spopolare colori che richiamano epoche passate più “semplici” o quantomeno già vissute. Retro Blue ne è l’esempio perfetto: WGSN sottolinea che “in tempi di incertezza, le persone trovano conforto in ciò che è familiare e dà senso di stabilità”, da cui il potere nostalgico di questo blu analogico. In casa, questo trend si manifesta nella riscoperta di palette vintage: molti boomer e Gen X ritrovano nei verdi salvia, nei blu polvere e nei rosa cipria il sapore delle case della loro infanzia, mentre i più giovani (Gen Z) li adottano per il fascino del retro cool. C’è quasi una volontà di creare spazi “come quelli di una volta”, ma aggiornati: non una copia pedissequa del passato, bensì un richiamo emotivo. Ad esempio, l’uso di un verde salvia sulle pareti della cucina può ricordare le cucine anni ’50 della nonna, trasmettendo subconscio calore familiare; oppure un divano in velluto blu petrolio può dare al salotto quel tono da club vintage che fa sentire al sicuro e coccolati. La nostalgia cromatica è dunque una risposta al bisogno di sicurezza emotiva: circondarsi di colori che hanno una storia e un’anima attenua la sensazione di spaesamento nel presente. Inoltre, guardare indietro è un modo per rallentare: in un’epoca accelerata, scegliere colori “d’altri tempi” è come premere pausa e recuperare un ritmo più lento e comfortevole.

4. Influenza dei media e della cultura pop: Non va dimenticato il ruolo di trendsetter meno istituzionali ma potentissimi come i social media e la cultura pop nel plasmare i gusti colore. Un caso interessante è la “palette alimentare” lanciata da Pinterest per il 2025: il social delle idee visive ha identificato cinque colori di tendenza ispirati al cibo – Cherry Red (rosso ciliegia), Butter Yellow (giallo burro), Aura Indigo (indaco aura), Dill Green (verde aneto) e Alpine Oat (avena alpina, un beige delicato). Secondo Pinterest, queste tonalità – letteralmente “uscite dal frigo” – influenzeranno design, beauty, moda e interni, confermando una voglia di colori gustosi e particolari. “Vediamo davvero un appetito per colori espressivi nel 2025 – non necessariamente iper vivaci, ma unici. Sono tinte insolite, specifiche, con una personalità ben definita, che riflettono l’espressione di sé”, spiega Xanthe Wells, creative director di Pinterest. Questo indica che le generazioni attive online (Millennial e Gen Z in primis) cercano colori fuori dall’ordinario, che li distinguano. Il caso del Cherry Red è emblematico: Pinterest lo descrive come “un rosso ricco che fonde l’intensità del rosso con il calore del marrone… sa di ciliegia scura”, differenziandolo dal solito rosso sgargiante. È una sfumatura che ha spopolato su TikTok e Instagram, associata a estetiche nostalgiche (il motivo delle ciliegie su abiti, accessori e decorazioni è diventato virale). Questo passaggio dal food trend al color trend mostra come la cultura pop stia plasmando le tavolozze domestiche: un riferimento goloso o un meme estetico può tradursi in scelte di pittura e arredamento. Per il mondo lifestyle, ciò significa un’avanzata di colori giocosi e narrativi – tonalità che raccontano qualcosa (una storia, un gusto, un trend internet) e permettono quindi alle persone di connettersi e divertirsi col colore. Anche il fenomeno cinematografico del 2023 “Barbenheimer” (il contrasto tra Barbie e Oppenheimer) ha avuto effetti cromatici: ha portato simultaneamente l’ossessione per il rosa shocking Barbiecore e per i toni scuri “moody” più seri. Superata quella fase estremizzata, ora l’influsso pop spinge verso una via di mezzo più sfumata: i colori del 2025 rinunciano all’eccesso kitsch del rosa fluo ma anche alla cupa austerità totale, per abbracciare tonalità più understated e complesse (i già citati verdi desaturati, gialli senape soft, blu polvere, etc., che qualcuno ha definito i colori della “soft power” femminile). In sostanza, i media e i social amplificano e accelerano certe tendenze latenti: rendono popolari palette magari proposte dagli esperti, perché trovano risonanza emotiva nel pubblico, specialmente tra i più giovani che poi influenzano tutta la famiglia.

5. Benessere, sostenibilità e autenticitá: Infine, un’influenza trasversale è data dai valori emergenti in società – benessere mentale, sostenibilità ambientale, riscoperta dell’autentico – che si riflettono anch’essi nelle scelte cromatiche. La casa post-2020 è diventata rifugio e centro di vita, quindi i colori che scegliamo sono intimamente legati a come vogliamo sentirci. La tendenza verso tonalità della natura (terre, verde bosco, blu cielo, bianchi panna) denota la volontà di portare calma e natura dentro casa, creando ambienti che favoriscano relax e equilibrio. Pantone sottolinea che i colori 2025 vogliono allinearsi “con il prezioso mondo naturale” e riflettere “il nostro nuovo desiderio di autenticità”. Ciò si traduce nell’uso di nuance organiche, poco artificiali, magari anche imperfette. Il concetto di honest luxe (lusso onesto) associato a tinte come il marrone French Roast è illuminante: indica un lusso non ostentato ma radicato in elementi semplici e genuini (come la terra, il legno, il cuoio), dunque colori che sanno di vero, di vissuto. Questo è in linea con la crescente sensibilità verso la sostenibilità: materiali eco-friendly e colori naturali vanno a braccetto, perché entrambi esprimono rispetto per l’ambiente e uno stile di vita più slow. In più, l’attenzione al benessere mentale spinge verso palette rilassanti: ecco perché troviamo molti toni soft, polverosi, equilibrati (i cosiddetti colori “dopamina” di qualche anno fa – iper brillanti per dare felicità istantanea – lasciano spazio a colori “serotonina”, più costanti e calmanti). Ad esempio, un verde salvia o un azzurro polvere riducono lo stress visivo e favoriscono la concentrazione, rendendoli scelte popolari per camere da letto e studi. All’opposto, per il benessere inteso come gioia di vivere, compaiono quei tocchi vibranti (un cuscino giallo sole, un vaso arancione) che elevano l’umore in una stanza neutra. Insomma, mai come ora si tende a progettare i colori intorno all’essere umano: la tavolozza di casa diventa uno specchio dei nostri valori e bisogni. Un articolo di House Beautiful ha notato come le tinte di tendenza per il 2025 segnino “un’inclinazione verso un’eleganza discreta, un’indulgenza ponderata e una quieta restaurazione” – parole chiave che rimandano proprio al prendersi cura di sé e del proprio ambiente. In un mondo frenetico, scegliere colori ponderati e rasserenanti è un atto di wellness, mentre inserire note ricche (come i viola e i burgundy) è un atto di indulgenza creativa che nutre il lato emotivo.

In definitiva, dietro la scelta di un determinato colore per la propria casa nel 2025-26 ci sono tante storie: c’è il racconto di un periodo storico (la crisi climatica, il post-pandemia), c’è l’influenza di una cultura globale iperconnessa (social media, mode virali), c’è il riflesso di movimenti sociali (la ribellione, l’empowerment femminile, la ricerca spirituale), e c’è la ricerca personale di benessere e identità. Ogni colore che entra nel nostro soggiorno o nel nostro guardaroba non è mai solo “di moda”, ma è anche portatore di questi significati collettivi. Conoscerli ci aiuta a capire perché certi accostamenti ci attraggono oggi più di ieri e come usare il colore in modo più consapevole per esprimere chi siamo e cosa conta per noi.

Le tendenze colore per l’Autunno/Inverno 2025-2026 raccontano dunque una storia di contrasti armonizzati e di cicli che si rinnovano. Dai gialli spirituali ai rossi ribelli, dai blu nostalgici ai marroni confortanti, ogni tonalità chiave porta con sé un pezzo del nostro tempo – paure, speranze, ricordi e desideri – traducendolo in linguaggio visivo. Questa stagione invita a combinare l’usuale con il nuovo, intrecciando sfumature familiari con colori che esprimono speranza per il futuro, offrendo “un percorso verso l’autenticità e una vita ricca di significato” attraverso le scelte cromatiche. Per un pubblico femminile maturo ed esigente, ciò significa poter creare ambienti che rispecchiano davvero la propria personalità e il proprio vissuto: spazi dove un elegante neutro grigio o beige convive con un dettaglio audace, dove un colore vintage rinasce in un contesto moderno, dove ogni stanza diventa espressione di equilibrio tra comfort ed estetica, tra radici e cambiamento. In un’epoca in cui la casa è rifugio e biglietto da visita al tempo stesso, i colori A/I 2025-26 offrono una tavolozza versatile e ricca di spunti, pronta per essere declinata con creatività. Non resta che attingere a queste suggestioni autorevoli – dalle previsioni Pantone alle ispirazioni delle fiere internazionali – e giocare con i colori in modo personale, per affrontare l’inverno con ambienti che sanno accogliere, ispirare e raccontare la nostra storia cromatica.

Fonti:

fashionunited.uk

housebeautiful.com

vogue.it.

elledecor.com

instagram.com

fashiontrendsetter.com

italianbark.com

giuliagrilloarchitetto.com

 
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